Il dividendo è una parte di utile che viene consegnata agli azionisti. Di fatto può essere un incentivo interessante ad investire in quell'azienda. Vediamo quali sono gli aspetti importanti e come possiamo posizionarci per il 2026.
Introduzione - parametri e considerazioni importanti
- dividend yield: indica l'attuale rendimento da dividendi (rendimento lordo, in Italia le plusvalenze sono sempre tassate 26%, quindi eccetto titoli di stato che hanno tassazione 12,5%)
- payout ratio: un aspetto importantissimo da valutare (e purtroppo, spesso trascurato!), indica la percentuale di utile netto che l'azienda distribuisce come dividendi, quindi la sostenibilità del dividendo stesso
- solidità finanziaria: anche se non abbiamo pretese che l'azienda abbia rating AAA, il fatto che l'azienda sia comunque mediamente solida, abbia uno storico di utile, non rappresenti un settore in crisi, è ovviamente importante: ad esempio Nexi paga un dividendo del 6% ma con payout ratio del 108% (paga più di quanto guadagna, sperando di aumentare gli utili futuri 😅) e la quotazione in borsa attualmente registra un -23% nell'ultimo anno, addirittura -78% dal picco di luglio 2021: in pratica, rischiamo di perdere tutto il capitale investito con la sola speranza di incassare il dividendo, fintanto che dura; discorso molto simile per Stellantis; quindi in definitiva, anche se non ci sono particolari prospettive di crescita nella quotazione, quantomeno è importante che ci sia solidità, sostenibilità a lungo termine, sarebbe stupido rischiare seriamente di perdere buona parte del capitale, per rincorrere un potenziale dividendo
- storico dei dividendi: aziende che pagano dividendi in modo stabile, da diversi anni, offrono in linea di massima una maggiore affidabilità per questo tipo di investimento
- data ex-dividendo: la data che precede lo stacco della cedola, ovvero acquistare prima di questa data assicura il pagamento del dividendo, acquistare dopo invece significa "saltare" il pagamento del dividendo: ovviamente per equilibrio (evitare arbitraggio, speculazione) se un'azienda in quella data paga il 3% di dividendo (es. 6% annuale diviso in due rate semestrali, come tipicamente avviene), al di là delle performance di mercato, si crea un gap istantaneo pari all'importo pagato
- distribuzione o accumulo: nel caso di azionario singolo, abbiamo distribuzione ovvero otteniamo un bonifico pari alla quota che ci spetta (lordo o netto a seconda che si tratti di regime amministrato vs dichiarativo), nel caso di un ETF possiamo avere la modalità "ad accumulazione" ovvero i dividendi sono reinvestiti nello stesso ETF anziché fornirci un pagamento periodico (cedola), in ottica lungo termine questo favorisce la capitalizzazione composta
- settore: non tutti i settori sono uguali, al di là della solidità; in termini semplici, il dividendo che viene pagato è una mancata opportunità di investimento quindi è importante valutare questo trade-off (l'azienda si trova a dover scegliere se conviene pagare questa cedola agli azionisti oppure investire l'utile in qualcosa di innovativo, per crescere), quindi in generale:
- aziende giovani con opportunità di crescita: è preferibile che reinvestano l'utile, se hanno buone prospettive di crescita
- aziende mature, solide: possono permettersi di pagare un dividendo stabile e diventare un investimento di tipo Value, "sicuro"
- settore tecnologico: solitamente reinveste l'utile, paga poco o zero dividendi
- settore energia: solitamente buono per quanto riguarda il pagamento dei dividendi, se l'azienda è solida, matura; nel caso di una piccola azienda o azienda molto innovativa (es. grandi progetti nel rinnovabile per la crescita futura) invece è preferibile il reinvestimento dell'utile anziché pagare il dividendo
- settore finanziario / assicurativo: uno dei migliori per quanto riguarda il pagamento dei dividendi, specialmente se si tratta di aziende stabili, solide (che puntano più a mantenere il loro impatto, presenza, piuttosto che acquisizioni tattiche, operazioni speculative)
- food & beverage: di solito un settore solido, maturo, che può pagare buoni dividendi
- automotive: se l'azienda è solida, matura, può pagare il dividendo; per un'azienda più innovativa es. forti investimenti nell'elettrificazione (BEV), è preferibile il reinvestimento dell'utile
Nota: importante precisare che ogni individuo deve compiere le proprie valutazioni (disponibilità finanziaria, orizzonte temporale, propensione al rischio) quindi NON si tratta di consigli di investimento ma la condivisione di informazioni, analisi cercando di spiegare i punti ragionevoli.
🇮🇹 Scelte Italia 2026: investimento long-term dividend-oriented
I due titoli "Core" che attualmente si presentano come più interessanti in quest'ottica, posizionamento dividend-oriented (quindi a differenza di altri titoli, qui possiamo acquistare e poi quasi "dimenticarcene"), sono:
- Enel: yield attuale 5,5% annuale lordo; pagamento semestrale (gennaio, luglio); payout ratio sostenibile, 75% ((0,215+0,255)/0,63), confronto con Eni che ha yield 6,45% ma payout ratio insostenibile del 112% ((0,25+0,25+0,26+0,26)/0,91), quest'ultimo paga trimestralmente
- Intesa Sanpaolo: yield attuale 6,1% annuale lordo; pagamento semestrale (maggio, novembre); payout ratio sostenibile, 70% ((0,186+0,171)/0,51); confronto con Banca Monte dei Paschi di Siena che sulla carta sembra ottima (yield 9,7%, payout ratio 0,86/1,34 = 64%, dividendo pagato annualmente), P/E circa un 60% rispetto alla media del settore quindi ottime prospettive di crescita, ma storicamente numerosi scandali di governance, falso in bilancio, attuale rendimento a 5 anni -60% quindi, rispetto ad MIL:ISP, certamente è più un "gioco d'azzardo", potenzialmente speculativo ma molto distante dalla nostra valutazione Value-oriented
Conclusioni: qualità > rendimento immediato
Solidità finanziaria (ROA, ROE, margine netto, ecc), yield interessante e soprattutto sostenibile, sono ottimi per entrambi, sia Enel sia Intesa Sanpaolo. Le prospettive future (target ad 1 anno), sebbene oggi i mercati siano quasi ai massimi, continuano ad essere mediamente buone per entrambe le aziende (nota: in caso di shock o recessione, aziende come queste, di tipo Value, subiscono drawdown minori rispetto a quelle Growth e il resto del mercato e la sostenibilità del dividendo offre una garanzia interessante anche durante i ribassi).
Approfondimento: Analisi Comparativa e Prospettive Strategiche: UniCredit S.p.A. e Intesa Sanpaolo S.p.A. (si tratta di un report creato tramite la funzione Deep Research di Google Gemini 3 che esegue un'analisi comparativa fra i due titoli bancari MIL:ISP e MIL:UCG, indicando il primo come più indicato per un portafoglio difensivo, conservativo, Value-oriented, il secondo invece più orientato alla crescita, dividendo inferiore ma redditività più elevata e strategie più aggressive di acquisizioni strategiche - in questo caso abbiamo voluto parlare di dividendi, la scelta comunque, da ribadire, dipende dalla strategia, predisposizione di ognuno).