Come già accaduto a Perplexity AI (quest'ultimo con un'accusa anche più grave, che poi però ha saputo gestire e risolvere), ora sotto indagine finisce Anthropic, l'azienda che ha sviluppato il modello Claude (analogo a GPT di OpenAI, PaLM di Google, ecc). Sebbene in passato Anthropic fosse l'azienda americana, almeno sulla carta più orientata verso un'IA etica e sicura, ora ha ricevuto un'accusa di violazione di copyright.
Diciamolo, a differenza di Perplexity AI qui la situazione è più dubbia (<<nella documentazione ufficiale Perplexity AI ha dichiarato di rispettare le regole di accesso, cosa che invece non ha fatto>>) e la responsabilità sembrerebbe essere inferiore. Quando si vuole avere un modello enorme, con miliardi di parametri e un database così esteso, avere il controllo del copyright di tutti i dati usati per l'addestramento del modello, non è cosa semplice.
L'azienda ha fatto uso di The Pile ovvero un set di circa 880 GB di dati testuali open-source, in lingua inglese, per l'addestramento per modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Il problema è che all'interno - l'azienda Anthropic poteva saperlo come no - c'erano anche dei libri piratati, quindi violazione di copyright. È stata indetta una causa collettiva presso il Tribunale della California (testo ufficiale su fingfx.thomsonreuters.com) e l'accusa afferma che Anthropic ne fosse a conoscenza, creando un impero miliardario basato (anche) su centinaia di migliaia di risorse (libri, documenti) protetti da copyright.
Da un lato è chiaro che un'azienda non riesce ad avere il controllo su tutto, quando ha bisogno letteralmente di miliardi di dati e documenti per addestrare i propri modelli linguistici. Dall'altro però, una maggiore attenzione a casi come questi (oltre a Perplexity AI, anche gli altri come ChatGPT, Google Gemini ecc sono sotto controllo e potenzialmente non esenti da rischi di questo tipo, quindi in futuro potrebbero saltare fuori delle prove anche contro di loro) è opportuna, affinché ci sia uno sviluppo il più possibile etico e regolamentato di queste tecnologie, nel rispetto anche della proprietà intellettuale altrui.
Aggiornamento a giugno 2025: l'IA vince contro il copyright! Un giudice della California, a fine giugno 2025, ha decretato un risultato storico: l’azienda può usare i libri che vuole per addestrare Claude (il suo chatbot di IA), senza necessitare di permessi; questo con la condizione che deve acquisatre prima le opere (comunque è chiaro che poter pagare un'opera - libro, articolo - poche decine di dollari e renderlo poi disponibile a milioni di persone, è un grandissimo risultato per un'azienda di IA, quindi Anthropic si è portata avanti acquuistando molti libri, per arricchire il proprio database e rendere migliore, più completo, il servizio che offre). Ora con questo precedente, anche le altre aziende (OpenAI, Google, Meta, ecc) cercheranno di andare nella stessa direzione.
A settembre 2025: Anthropic ha accettato un accordo di 1,5 miliardi di dollari per risolvere una causa collettiva negli Stati Uniti, in cui è accusata di aver scaricato milioni di libri pirata per addestrare il suo modello Claude. Se approvato, sarà il risarcimento per copyright più grande mai registrato negli USA (circa 3000 dollari a libro, per un totale di 500.000 libri, da qui la cifra totale 1,5 miliardi di dollari).
Anthropic punta al debutto in Borsa per l'autunno 2026, con una valutazione iniziale record che potrebbe raggiungere i 2000 miliardi di dollari! Analogamente ad OpenAI e SpaceX (la prima probabilmente farà il debutto nel 2027, la seconda ha debuttato al Nasdaq in data 12 giugno 2026), Anthropic attualmente è in perdita, a causa degli enormi investimenti in IA (il fatturato è in crescita ma gli enormi investimenti ad oggi non generano ancora un utile netto), le alte valutazioni riflettono aspettative di crescita e redditività futura.