Palantir Technologies, azienda statunitense piuttosto controversa fondata nel 2003 (analisi dei big data, a stretto contatto con il governo statunitense, Dipartimento della Difesa USA), di recente ha pubblicato un proprio "manifesto", su X (link al contenuto ufficiale: x.com). Si tratta di una lista di 22 punti, che sono poi i capitoli del libro "The Technological Republic" (pubblicato nel 2025 da Alexander Karp, CEO di Palantir e Nicholas W. Zamiska, giornalista). I punti, tradotti e spiegati in lingua italiana, sono i seguenti:
- La Silicon Valley ha un debito morale verso il paese che ha reso possibile il suo successo: l’élite ingegneristica della Valle ha non solo il dovere, ma l’obbligo attivo di contribuire alla difesa della nazione
- Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app: l’iPhone è forse la nostra massima espressione creativa, se non addirittura il culmine della civiltà? Questo oggetto ha rivoluzionato le nostre vite, ma oggi potrebbe anche limitare la nostra capacità di immaginare ciò che è possibile
- La posta elettronica gratuita non basta: la decadenza di una cultura o di una civiltà - e della sua classe dirigente - sarà perdonata solo se quella cultura saprà garantire crescita economica e sicurezza al popolo
- I limiti del soft power, della retorica altisonante da sola, sono emersi chiaramente: la capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più di un appello morale: serve il hard power. E in questo secolo, il hard power si costruirà sul software
- La domanda non è se verranno sviluppate armi basate sull’intelligenza artificiale, ma chi le svilupperà e con quale scopo: i nostri avversari non si fermeranno a discutere animatamente sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni militari e di sicurezza nazionale critiche. Agiranno, senza esitazioni
- Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale: dovremmo considerare seriamente, come società, di abbandonare un esercito interamente volontario e combattere la prossima guerra solo se tutti condividono rischi e costi
- Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dobbiamo costruirglielo; lo stesso vale per il software: come paese, dobbiamo essere in grado di continuare a dibattere sull’opportunità degli interventi militari all’estero, senza però venire meno al nostro impegno verso coloro che abbiamo mandato in prima linea
- I funzionari pubblici non devono essere i nostri sacerdoti: qualsiasi azienda che retribuisse i suoi dipendenti come lo Stato federale paga i pubblici funzionari farebbe fatica a sopravvivere
- Dovremmo mostrare molta più indulgenza verso chi si espone alla vita pubblica: l’eliminazione di ogni spazio per il perdono - il rifiuto di tollerare la complessità e le contraddizioni della psiche umana - potrebbe lasciarci con una classe dirigente di cui, prima o poi, ci pentiremo
- La psicologizzazione della politica moderna ci sta portando fuori strada: chi cerca nella politica un nutrimento per l’anima e per la propria identità, chi si aspetta che la propria interiorità trovi espressione in persone che forse non incontrerà mai, resterà deluso
- La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare - e spesso gode - della fine dei suoi nemici: la sconfitta di un avversario è un momento in cui fermarsi a riflettere, non esultare
- L’era atomica sta finendo: un’epoca di deterrenza, quella nucleare, volge al termine, e ne sta nascendo una nuova, fondata sull’intelligenza artificiale
- Nessun altro paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo: gli Stati Uniti sono lungi dall’essere perfetti. Ma è facile dimenticare quanto questo paese offra opportunità a chi non fa parte di élite ereditarie, molto più di qualsiasi altra nazione al mondo
- Il potere americano ha reso possibile una pace straordinariamente lunga: troppi hanno dimenticato - o forse danno per scontato - che quasi un secolo di pace, seppur imperfetta, ha prevalso nel mondo senza conflitti militari tra grandi potenze. Almeno tre generazioni - miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti - non hanno mai conosciuto una guerra mondiale
- La neutralizzazione postbellica di Germania e Giappone deve essere rivista: lo smantellamento della potenza tedesca è stata una correzione eccessiva per cui l’Europa sta pagando un prezzo salato. Un impegno altrettanto teatrale per il pacifismo giapponese, se mantenuto, rischia di squilibrare il potere in Asia
- Dovremmo applaudire chi cerca di costruire là dove il mercato non è intervenuto: la cultura quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero limitarsi ad arricchirsi… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene liquidato, o al massimo tollerato con un disprezzo appena velato
- La Silicon Valley deve dare il suo contributo nella lotta contro la criminalità violenta: molti politici negli Stati Uniti hanno di fatto alzato le spalle di fronte al problema, rinunciando a qualsiasi sforzo serio per affrontarlo o a correre rischi con i propri elettorati o finanziatori, in quella che dovrebbe essere una corsa disperata per salvare vite umane
- L’esposizione spietata della vita privata delle figure pubbliche allontana troppo talento dal servizio allo Stato: l’arena pubblica - e gli attacchi superficiali e meschini contro chi osi fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi - è diventata così intollerante che la repubblica si ritrova con una schiera di leader inefficaci e vuoti, la cui ambizione sarebbe perdonabile se solo fosse sorretta da una struttura di valori autentici
- La prudenza eccessiva nella vita pubblica che incoraggiamo senza volerlo è corrosiva: chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice nulla di significativo
- L’intolleranza diffusa verso la fede religiosa in certi ambienti deve essere contrastata: l’intolleranza dell’élite verso la religione è forse uno dei segni più rivelatori del fatto che il suo progetto politico costituisce un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno pretendano
- Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre restano disfunzionali e regressive: ora tutte le culture sono considerate uguali. Critiche e giudizi di valore sono vietati. Eppure questa nuova dottrina ignora il fatto che alcune culture - e persino sottoculture - abbiano prodotto meraviglie, mentre altre si sono rivelate mediocri, se non addirittura regressive e dannose
- Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di sostanza: in America, e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo evitato di definire le culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusività in cosa?
È evidente quindi che Palantir abbia una fortissima relazione con il governo USA, da semplice azienda sia diventata a tutti gli effetti uno strumento di sorveglianza e controllo. Spinge al compromesso "offriamo sicurezza" in cambio di una minore libertà, minori opportunità di lavoro (IA che prende sempre più spazio nel mercato del lavoro), ecc. "Hard power" intende software avanzato applicato alla difesa, quindi intelligence per scopi militari, ovvero guerra. Promuove un taglio alla spesa pubblica generale per spostarla su questi servizi di Intelligence. Le riflessioni su Germania e Giappone indicano "dobbiamo cercare di creare instabilità, tensione, in modo da poter giustificare la vendita di armi a questi paesi" (guarda caso, è ciò che a livello geopolitico globale sta accadendo, gli USA hanno chiaramente questo interesse).
I prodotti principali sviluppati da Palantir Technologies sono:
- Palantir Gotham: il prodotto principale, per scopo bellico e di difesa: aggrega dati da più fonti, per individuare connessioni, possibili relazioni e anomalie
- Palantir Foundry: l'alternativa pensata per lo scopo civile, ambito Enterprise: analisi dei dati con lo scopo di migliorare la produttività, trovare un eventuale vantaggio competitivo
- Palantir Apollo: piattaforma di gestione, distribuzione e aggiornamento basata su Cloud: di fatto, un sistema che garantisce gli aggiornamenti software autonomi per gli ambienti Gotham, Foundry, dal Cloud all'Edge
- Palantir AIP (Artificial Intelligence Platform): introdotto nel 2023 in seguito alla diffusione e crescita dell'IA generativa, questo prodotto integra l'IA, quindi LLM, nei prodotti Gotham e Foundry; quindi ad esempio anche in ambito militare, gli operatori compiono operazioni e ottengono assistenza tramite chatbot, questo migliora efficacia ed efficienza delle operazioni (come per tutti i settori). Ricordiamo che Palantir aggrega dati, l'IA generativa funziona al meglio quando ha a disposizione dati di qualità, su cui compiere le analisi
- altri prodotti specifici: ristretti ad un dominio specifico, esistono poi soluzioni di questo genere per difesa, salute, logistica, ecc
È chiaro che Palantir Technologies sia quindi un'azienda di grande importanza strategica per gli Stati Uniti e considerata molto controversa (ampio coinvolgimento in campo militare, oltre che l'Immigration and Customs Enforcement che ha fatto discutere specialmente ad inizio 2026, utilizzo per profilare e localizzare immigrati irregolari). Il settore della difesa ha un trend rialzista strutturale (tensioni geopolitiche in aumento, collaborazione difesa-tech, aumento della spesa militare in tutto il mondo...), Palantir oggi ha un rapporto P/E di circa 220, in passato aveva anche superato 450 (sopravvalutazione estrema, oltre 20-30 anche se dipende dal settore, in genere si considera sopravvalutato), che può essere stabile, "sostenibile" (pur con forte volatilità, ben 53% nell'ultimo anno, max drawdown in un anno -41,4%), il fatto che non sia una "bolla speculativa" ma abbia buon rendimento (ad oggi, +25,5% nell'ultimo anno, +583% negli ultimi 5 anni), è ovviamente merito di una stretta collaborazione governativa, un'azienda "qualsiasi" che non ha importanza e privilegio governativo, in genere viene più rapidamente livellata dal mercato a valori più ragionevoli. Di sicuro resta un'azienda molto controversa e anche il suo "Manifesto" fa ben riflettere.